Negli ultimi anni il massiccio uso di sistemi di fissaggio chimico e meccanico in edilizia ha fatto sorgere nei professionisti delle costruzioni l’esigenza di avere a disposizione un supporto alla progettazione riconosciuto a livello internazionale che fornisca regole progettuali chiare che tengano conto delle diverse sollecitazioni di fronte alle quali ci si può trovare abitualmente. Dai primi anni ’90 il Comité Euro-International du Béton (CEB) ha istituito un gruppo di lavoro che si è occupato di raccogliere una grande mole di informazioni scientifiche al fine di porre le basi per vere e proprie regole progettuali. Questo impegno si è tradotto nella pubblicazione dei bollettini di informazione n° 206 e 207 inclusi poi in un secondo momento nel n° 216 in cui viene sostanzialmente delineata la situazione nella progettazione dei sistemi di ancoraggio, il Concrete-Capacity Design Method (CC Method), ovvero il Metodo di Progetto che tiene conto della Resistenza del Calcestruzzo, le cui regole di progettazione sono state poi incluse nelle guide tecniche per il rilascio del Benestare Tecnico Europeo. Con il Decreto n° 246 l’Italia ha recepito la Direttiva 89/106/CE relativa ai prodotti per l’edilizia; tale decreto stabilisce a quali Enti Nazionali viene affidata la partecipazione ai lavori della European Organization for Technical Approvals (EOTA), ovvero l’Ente Europeo che sovrintende alla stesura delle Guide Tecniche nazionali (ETAG, European Technical Approval Guidelines). Pertanto un prodotto marchiato CE avrà ottemperato alle specifiche contenute nelle Guide Tecniche e sarà garantito quanto a caratteristiche meccaniche e di sicurezza. Relativamente ad ancoranti metallici su calcestruzzo si fa riferimento alle direttive ETAG 001 in cui sono descritti i vari tipi di ancoraggi, le procedure di prova e l’Allegato C che illustra i metodi di progetto applicabili, tra i quali ricordiamo il già citato Metodo CC (Un estratto del Metodo è reperibile all’interno del sito in Area Tecnica/Guida Tecnica ETA/Introduzione). Il Metodo CC (Concrete Capacity) si applica ai fissaggi su calcestruzzo ed in esso vengono descritti tutti i modi di rottura cui va incontro l’ancoraggio nel corso dei test di verifica e ai quali competono differenti coefficienti di sicurezza; tali coefficienti inoltre possono essere posti a riferimento se non sono presenti nella normativa nazionale. Importante è tenere conto che la direzione del carico non si sviluppa sempre e solo in modo assiale, ma anzi che tra l’asse longitudinale del fissaggio e l’effettiva direttrice lungo la quale si sviluppa la forza si possono formare angoli che danno luogo ad azioni miste trazione-taglio, con le dovute interazioni sul sistema. Nella VERIFICA A TRAZIONE vengono presi in considerazione i due modi di rottura principali: la rottura a trazione dell’acciaio (valore tabulato per ogni tipo di acciaio) per la quale il progettista deve solamente applicare il coefficiente parziale di sicurezza previsto per questo tipo di rottura per giungere al valore caratteristico; la rottura “a cono” del calcestruzzo, quando avviene, per cui il progettista potrà utilizzare come valore caratteristico del tassello quello fornito dal produttore. Quando per motivi geometrici la distanza di interasse tra un ancoraggio e l’altro risulta inferiore a 3hef o la distanza dal bordo libero del calcestruzzo è minore di 1,5hef, dove hef è la profondità di ancoraggio, non si ha la formazione per intero del cono di calcestruzzo. Ciò implica una riduzione della resistenza dell’ancoraggio in ragione della minor superficie di contatto sviluppata; ecco che dal rapporto dell’area sviluppata e quella teorica uscirà una coefficiente minore di 1, ovviamente riduttivo. È importante ricordare che vi sono diversi altri coefficienti di cui si tiene conto in fase progettuale, ma ancor più bisogna far notare come tutti i valori caratteristici siano dati nella condizione di fessurazione del calcestruzzo e quindi con notevole vantaggio per la sicurezza; qualora fosse ragionevole escludere la presenza di tali fessure, si applica un coefficiente maggiorativo pari a 1,4. La VERIFICA A TAGLIO segue gli stessi parametri di quella a trazione, analizzando il valore caratteristico di resistenza per rottura dell’acciaio (fornito dal produttore) e poi quello di rottura del calcestruzzo, sulla base della disposizione dei tasselli. Ci si basa ancora sulla superficie di collasso, e anche se la geometria è diversa dal caso di trazione pura, si tratta sempre di rapportare l’area effettivamente a disposizione con quella che porterebbe a pieno carico, trovando quindi quel fattore di riduzione inferiore ad 1 che aumenta la sicurezza. In ultimo va posta attenzione anche allo spessore del calcestruzzo che ora entra direttamente nella determinazione dell’area di collasso, senza dimenticare che anche la verifica a taglio prevede condizioni di fessurazione. Nell’AZIONE COMBINATA TAGLIO-TRAZIONE, una volta calcolate la minima resistenza di progetto a trazione e a taglio, la determinazione del valore di progetto per un’azione di questo tipo, comunque inclinata, si ottiene come per le due precedenti verifiche. In conclusione, sulla base delle verifiche sopracitate, una volta trovato il valore più basso, questo verrà preso come valore caratteristico di riferimento al fine di calcolare il valore di progetto e verrà incluso nella Guida Tecnica. Ufficio Tecnico Spit
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